Dall’eleganza sartoriale di Ferragamo alla ricerca materica di Bottega Veneta, passando per Dolce & Gabbana e le altre maison:
le ultime collezioni Primavera-Estate 2027 raccontate attraverso il mio sguardo da Stylist
La Milano Fashion Week Primavera-Estate 2027 si avvia alla conclusione con collezioni che raccontano linguaggi differenti, accomunati dalla ricerca di un’identità capace di distinguersi attraverso forme, materiali e dettagli.
In questa quarta e ultima parte del mio fashion report esploro le proposte di Ermanno Scervino, Ferragamo, Dolce & Gabbana, Laura Biagiotti, MSGM, Bottega Veneta e Giorgio Armani.
Dalla manualità artigianale alla sperimentazione sulle silhouette, dal patrimonio culturale italiano alla reinterpretazione dei codici storici delle maison, ogni collezione offre una prospettiva diversa sul guardaroba della prossima stagione.
Il mio obiettivo, come sempre, non è soltanto individuare le tendenze Primavera-Estate 2027, ma comprendere come le scelte creative possano trasformarsi in strumenti di stile.
Perché dietro un look interessante non c’è soltanto un capo bello da osservare, ma un equilibrio tra proporzioni, materiali, colori e personalità.
Nell’ultima parte troverai l’analisi completa su:
Ermanno Scervino
Ferragamo
Dolce & Gabbana
Laura Biagiotti
MSGM
Bottega Veneta
Giorgio Armani
ERMANNO SCERVINO SS27
Eleganza artigianale e spirito irriverente

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, Ermanno Scervino guarda alla Londra degli anni Sessanta e Settanta, evocando figure come Twiggy e David Bowie. Il risultato è una femminilità che combina eleganza, carattere e spirito anticonvenzionale.
La collezione nasce da un dialogo tra riferimenti culturali e ricerca artigianale. Lo stilista ribadisce infatti l’importanza della manualità nella costruzione del lusso: il valore del capo non dipende soltanto dalla sua immagine, ma anche dalle lavorazioni, dalla qualità dei materiali e dalla cura necessaria per realizzarlo.
Il riferimento alla cultura britannica introduce una componente più ribelle all’interno di un’estetica sofisticata, creando un guardaroba che non rinuncia alla ricercatezza, ma si allontana da un’eleganza troppo composta.

Codici della Collezione
Tra gli elementi più caratteristici troviamo minigonne a palloncino, giacche ispirate alle uniformi corsare, abiti in pizzo e pantaloni in camoscio lavorati con richiami alla lingerie.
La collezione gioca soprattutto sul contrasto tra materiali e costruzioni.
Il pizzo, tradizionalmente associato a una femminilità romantica, incontra capi più strutturati e dettagli dal carattere deciso.
Le lavorazioni artigianali diventano parte integrante del progetto estetico, mentre le silhouette alternano volumi più evidenti a linee che seguono il corpo.
È proprio questa combinazione a evitare che il romanticismo risulti troppo delicato o prevedibile: ogni elemento acquista carattere attraverso il confronto con gli altri.









La mia interpretazione
Trovo interessante il modo in cui Ermanno Scervino riesce a far convivere raffinatezza e irriverenza, due caratteristiche che possono sembrare distanti ma che, se bilanciate, rendono un look molto più personale.
Da Stylist, considero il contrasto uno degli strumenti più efficaci per costruire un outfit: un tessuto prezioso può diventare meno formale se abbinato a un elemento più grintoso, mentre un capo dalla costruzione rigorosa può acquistare leggerezza grazie a un dettaglio romantico.
Il punto di forza di questo approccio è che l’eleganza non viene interpretata come un insieme di regole da rispettare, ma come una possibilità di espressione. La cura artigianale mantiene il legame con la tradizione, mentre i riferimenti culturali introducono un’attitudine più libera.
È una lezione di styling interessante:
non serve rinunciare alla raffinatezza per dare carattere a un look.
A volte è proprio l’accostamento meno scontato a renderlo memorabile.
FERRAGAMO SS27
Il rigore sartoriale incontra la leggerezza

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, Maximilian Davis continua la sua esplorazione della storia dell’abbigliamento, concentrandosi sul guardaroba degli anni Quaranta.
Il punto di partenza è una silhouette in cui la struttura dell’abito influenza il modo di muoversi e di occupare lo spazio. Davis recupera alcune caratteristiche di quell’epoca, aggiornandole attraverso materiali inaspettati e lavorazioni che alleggeriscono la costruzione.
La collezione mette così in dialogo due dimensioni: da una parte il rigore sartoriale, dall’altra una sensualità più fluida.
Il riferimento storico non viene riprodotto fedelmente, ma utilizzato come base per sviluppare nuove possibilità espressive. .

Codici della Collezione
Le silhouette aderenti e a vita alta sottolineano il corpo, mentre le doppie cinture contribuiscono a definire il punto vita. Il guardaroba sartoriale viene però trasformato dall’introduzione di materiali insoliti, come la gomma traslucida utilizzata su minidress, completi e trench.
Un ruolo importante è affidato anche allo scarf dressing: sete impalpabili vengono annodate e drappeggiate, creando movimento e introducendo una componente più morbida rispetto alla struttura dei capi.
Gli accessori completano il racconto attraverso il recupero di elementi dell’archivio Ferragamo, tra cui la zeppa F, reinterpretata nelle calzature della stagione.
Il risultato è un equilibrio tra costruzione e fluidità, nel quale materiali e dettagli modificano la percezione delle forme.









La mia interpretazione
Ferragamo mostra come un riferimento storico possa diventare contemporaneo attraverso la scelta dei materiali e il modo in cui viene costruita la silhouette.
Da Stylist, trovo particolarmente interessante il contrasto tra la precisione sartoriale e i drappeggi morbidi.
Una linea strutturata comunica rigore, mentre un tessuto che si muove liberamente introduce una dimensione più spontanea.
Quando questi due elementi convivono nello stesso look, il risultato può essere sofisticato senza apparire rigido.
Anche l’utilizzo della gomma traslucida è interessante perché modifica le aspettative associate a un capo tradizionale. Il trench, per esempio, può mantenere la propria funzione e riconoscibilità, ma acquisire un carattere completamente diverso attraverso la materia.
È un approccio che ricorda quanto il materiale sia determinante nella costruzione di un outfit:
non conta soltanto la forma del capo, ma anche la sensazione visiva e stilistica che la sua superficie trasmette.
DOLCE & GABBANA SS27
Il fascino della tradizione siciliana

Visione dei Direttori Creativi
Per la Primavera-Estate 2027, Domenico Dolce e Stefano Gabbana tornano alle radici della maison con Stravaganza Siciliana, una collezione che esplora il patrimonio culturale ed estetico della Sicilia.
Il punto di partenza è una riflessione sulla tradizione e sulla possibilità di rinnovarla senza cancellarne l’identità. Il riferimento al passato non viene affrontato attraverso una ricostruzione nostalgica, ma attraverso una reinterpretazione libera dei codici familiari, dei ricordi e degli oggetti che appartengono alla memoria collettiva.
La collezione richiama anche il pensiero del Gattopardo: per conservare un’identità, talvolta è necessario trasformarne il linguaggio.
È proprio questa tensione tra continuità e cambiamento a guidare il racconto della maison.

Codici della Collezione
Pizzi, passamanerie e capi dall’aspetto vintage evocano un guardaroba recuperato dalla memoria familiare. Gli abiti sembrano raccontare una storia personale, ma vengono indossati attraverso abbinamenti spontanei, lontani da un’interpretazione rigida della tradizione.
La ricchezza dei dettagli si combina con una maggiore libertà nella composizione degli outfit. Il risultato è un’estetica che conserva il carattere decorativo della maison, ma introduce una dimensione più quotidiana e vissuta.
Il pizzo, per esempio, non è soltanto un elemento ornamentale: contribuisce a costruire il legame con il passato, mentre la combinazione con altri capi ne modifica il significato. La collezione lavora così sul confine tra memoria e contemporaneità.









La mia interpretazione
Quello che trovo interessante è il modo in cui Dolce & Gabbana dimostra che la tradizione può essere una fonte di ispirazione senza diventare un limite creativo.
Un capo vintage o un dettaglio decorativo possono apparire datati se vengono inseriti in un insieme troppo prevedibile.
Al contrario, possono acquistare una nuova identità quando vengono abbinati a elementi differenti e interpretati con maggiore spontaneità.
Da Stylist, credo che questo principio sia particolarmente utile anche nella costruzione del guardaroba personale. Non sempre è necessario acquistare qualcosa di nuovo per ottenere un risultato contemporaneo: spesso basta rivedere le combinazioni, modificare le proporzioni o accostare un elemento classico a qualcosa di inaspettato.
La collezione invita a guardare alla memoria non come a qualcosa da conservare intatto, ma come a un patrimonio da reinterpretare.
È proprio qui che il passato torna a essere attuale:
quando smette di essere una citazione e diventa parte di un nuovo linguaggio personale.
LAURA BIAGIOTTI SS27
La luce di Roma e la bellezza senza tempo

Visione del Direttore Creativo
La collezione Primavera-Estate 2027 di Laura Biagiotti, intitolata When in Rome, rende omaggio alla città di Roma, luogo profondamente legato all’identità della maison.
Lavinia Biagiotti Cigna interpreta la capitale attraverso la luce, la memoria e la capacità della città di mettere in relazione epoche diverse. Roma diventa così una fonte di ispirazione che supera il semplice riferimento geografico: è un luogo in cui il passato continua a dialogare con il presente e in cui la bellezza assume forme differenti.
La collezione traduce questa visione in un guardaroba che alterna leggerezza e costruzioni più architettoniche, trasformando suggestioni urbane e ricordi personali in elementi estetici.

Codici della Collezione
La luce costituisce uno dei fili conduttori della proposta. Le creazioni impalpabili convivono con silhouette più strutturate, creando un contrasto tra morbidezza e definizione.
Un elemento particolarmente significativo è rappresentato dalle stampe ispirate alle cartoline, che evocano frammenti di momenti felici e ricordi da condividere.
Questi motivi compaiono su chemisier, abiti, slingback in raso e borse LB, trasformando un oggetto legato alla memoria in un dettaglio del guardaroba contemporaneo.
La stampa, quindi, non è soltanto una decorazione: diventa uno strumento narrativo.
Racconta un luogo e un’emozione, portandoli all’interno di capi e accessori destinati a essere vissuti nel presente.









La mia interpretazione
Trovo interessante l’idea di trasformare un riferimento culturale in un elemento concreto del guardaroba.
Una stampa può raccontare una storia, proprio come un tessuto o una silhouette possono evocare un’atmosfera senza bisogno di dichiararla esplicitamente.
Da Stylist, mi interessa soprattutto il rapporto tra questi dettagli narrativi e la costruzione complessiva del look. Quando un elemento decorativo possiede un significato preciso, può diventare il punto focale dell’outfit e guidare le altre scelte di styling.
Le stampe ispirate alle cartoline, per esempio, introducono una dimensione più personale rispetto a un motivo puramente ornamentale:
richiamano luoghi, ricordi e sensazioni, trasformando l’accessorio in qualcosa che comunica anche a livello emotivo.
È un approccio che valorizza una moda capace di andare oltre l’apparenza. Un capo può essere interessante per la sua forma, ma diventare ancora più significativo quando porta con sé una storia.
MSGM SS27
Il ritorno degli anni Novanta tra stampe e contrasti

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, Massimo Giorgetti torna a valorizzare l’identità originaria di MSGM: una moda energica, colorata e libera, che trova la propria forza nella combinazione di elementi diversi.
Più che reinventare completamente il brand, il designer ne recupera lo spirito giocoso, riportando al centro il piacere di sperimentare con colori, grafiche e abbinamenti.
La collezione si apre anche al dialogo con l’arte Pop italiana, attraverso una collaborazione con la Fondazione Mario Schifano.
Le immagini dell’artista vengono reinterpretate su alcuni capi, entrando in un guardaroba che mescola riferimenti culturali e spontaneità contemporanea.

Codici della Collezione
Stampe grafiche, colori vivaci e contrasti tra capi sartoriali e materiali più sportivi definiscono il linguaggio della collezione.
Nylon, chiffon e mussola convivono con dettagli militari, superfici luminose e motivi artistici, creando outfit dinamici e volutamente poco convenzionali.
È proprio il modo di combinare questi elementi a r
ndere interessante la proposta: il maschile incontra il femminile, il rigore si confronta con la leggerezza e le grafiche interrompono la linearità delle silhouette. Ne emerge un guardaroba che richiama un’estetica nostalgica, ma la rilegge con un’attitudine contemporanea.









La mia interpretazione
MSGM è una delle collezioni che ho trovato particolarmente interessanti, soprattutto per le stampe, i tagli e quel richiamo agli anni Novanta che attraversa i look.
Mi piace il modo in cui la collezione combina elementi grafici e silhouette, creando un’estetica che non cerca la perfezione attraverso abbinamenti troppo studiati, ma trova carattere proprio nella libertà di accostare capi e linguaggi differenti.
Da Stylist, trovo stimolante questa capacità di giocare con il guardaroba senza renderlo prevedibile. Una stampa può diventare il punto focale di un outfit, mentre un taglio particolare può modificarne l’equilibrio e dare personalità anche agli elementi più semplici.
Il riferimento agli anni Novanta, inoltre, non è interessante soltanto per la componente nostalgica: funziona perché restituisce un modo di vestire più spontaneo, grafico e individuale.
È questa libertà di mescolare, sperimentare e dare carattere look che rende MSGM una proposta capace di distinguersi.
Non si tratta semplicemente di riprendere un’estetica del passato, ma di recuperare il suo spirito e reinterpretarlo attraverso uno styling attuale.
BOTTEGA VENETA SS27
Movimento, materia e ricerca artigianale

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, Louise Trotter esplora il passaggio tra le stagioni e la sensazione di alleggerimento che accompagna il cambiamento climatico. La collezione riflette sul modo in cui ci vestiamo quando abbandoniamo gradualmente gli strati più pesanti, lasciando maggiore spazio al corpo e al movimento.
Questa idea si lega alla ricerca della direttrice creativa sull’artigianalità della maison: le tecniche tradizionali vengono utilizzate per sviluppare capi che conservano una costruzione complessa, ma acquistano una maggiore leggerezza visiva.
La collezione continua così a esplorare il patrimonio di Bottega Veneta attraverso una sensibilità contemporanea, nella quale la lavorazione artigianale non è soltanto un segno di riconoscibilità, ma uno strumento per creare nuove forme.

Codici della Collezione
Drappeggi, frange scultoree, tagli ampi e volumi irregolari contribuiscono a creare un guardaroba dinamico. Le superfici acquistano importanza attraverso il movimento, mentre le combinazioni cromatiche aggiungono profondità ai look.
La pelle intrecciata, elemento storico della maison, viene reinterpretata attraverso una ricerca che mette in relazione tecnica e libertà espressiva. Accanto alla lavorazione dell’Intrecciato, crochet, pizzi lavorati e costruzioni aperte introducono una sensazione di leggerezza.
Anche il rapporto tra spazio e corpo è centrale: alcuni capi creano volume, altri lasciano maggiore libertà di movimento, costruendo un equilibrio tra protezione e apertura.









La mia interpretazione
Bottega Veneta mostra come il materiale possa diventare il vero protagonista di un look, andando oltre la sua funzione pratica.
Da Stylist, trovo interessante quando una lavorazione non si limita a decorare un capo, ma ne determina la forma, il movimento e l’identità. Una frangia, un intreccio o una superficie lavorata possono modificare il modo in cui percepiamo una silhouette, creando un effetto che non dipende soltanto dal taglio.
Questo approccio richiede un’attenzione particolare anche nello styling: quando il materiale possiede già una forte presenza visiva, gli altri elementi devono essere scelti con consapevolezza, per evitare di sovraccaricare l’insieme.
La collezione suggerisce quindi un modo di intendere il lusso che non coincide necessariamente con l’opulenza. Può emergere dalla complessità di una lavorazione, dalla qualità della costruzione e dalla capacità di trasformare una tecnica artigianale in un’espressione contemporanea.
GIORGIO ARMANI SS27
Evoluzione e continuità stilistica

Visione Creativa
La collezione Giorgio Armani Primavera-Estate 2027 segna un nuovo capitolo per la maison, con Silvana Armani alla guida creativa della linea.
Il progetto si confronta con l’eredità stilistica di Giorgio Armani, cercando un equilibrio tra continuità e trasformazione. Il riferimento agli anni Ottanta riporta l’attenzione su alcuni codici storici del marchio, mentre nuovi elementi introducono una sensibilità aggiornata.
Il tema dell’evoluzione è centrale: il linguaggio della maison viene riletto senza cancellarne i tratti distintivi.
La collezione diventa così una riflessione sul modo in cui un’identità può continuare a svilupparsi anche quando cambia la prospettiva creativa.

Codici della Collezione
La collezione Giorgio Armani Primavera-Estate 2027 segna un nuovo capitolo per la maison, con Silvana Armani alla guida creativa della linea.
Il progetto si confronta con l’eredità stilistica di Giorgio Armani, cercando un equilibrio tra continuità e trasformazione. Il riferimento agli anni Ottanta riporta l’attenzione su alcuni codici storici del marchio, mentre nuovi elementi introducono una sensibilità aggiornata.
Il tema dell’evoluzione è centrale: il linguaggio della maison viene riletto senza cancellarne i tratti distintivi. La collezione diventa così una riflessione sul modo in cui un’identità può continuare a svilupparsi anche quando cambia la prospettiva creativa.









La mia interpretazione
La collezione di Giorgio Armani porta al centro una questione che considero fondamentale nella moda: come evolvere senza perdere la propria identità.
Un marchio con una storia così riconoscibile deve riuscire a rinnovarsi senza rinnegare ciò che lo ha reso unico. Il rischio, da una parte, è ripetere formule consolidate; dall’altra, è allontanarsi troppo dal proprio linguaggio nel tentativo di apparire nuovo.
Da Stylist, trovo interessante il modo in cui elementi familiari possono essere reinterpretati attraverso materiali e dettagli differenti. Un riferimento storico non deve necessariamente essere riprodotto alla lettera: può diventare il punto di partenza per una nuova lettura.
Anche la scelta della farfalla è significativa in questo senso, perché traduce visivamente il concetto di cambiamento. La trasformazione non viene presentata come una rottura assoluta, ma come un processo che conserva una relazione con ciò che è venuto prima.
È una riflessione che vale anche per lo stile personale: non occorre cambiare completamente guardaroba per evolvere, ma imparare a reinterpretare ciò che già ci rappresenta.
FINAL CONSIDERATIONS
Milano Fashion Week SS27: il valore di uno stile riconoscibile
Con questa quarta parte si conclude il nostro percorso attraverso le collezioni della Milano Fashion Week Primavera-Estate 2027.
Nei quattro fashion report abbiamo esplorato maison e linguaggi molto diversi: dalla ricerca sui materiali alla sperimentazione cromatica, dalla femminilità romantica alla sartorialità, fino alla reinterpretazione degli archivi e alla valorizzazione della tradizione italiana.
Il filo conduttore che emerge è la ricerca di un’identità riconoscibile. Ogni brand prova a raccontare la propria visione attraverso silhouette, tessuti, dettagli e abbinamenti, ma è il modo in cui questi elementi vengono combinati a determinare la forza di una collezione.
Dal mio punto di vista, osservare una sfilata significa andare oltre la tendenza del momento. Significa chiedersi perché un determinato abbinamento funziona, come un materiale modifica la percezione di un capo e in che modo una silhouette può diventare uno strumento per esprimere personalità.
È proprio questo il valore della moda quando viene interpretata attraverso uno sguardo da Stylist: non limitarsi a replicare ciò che vediamo in passerella, ma comprendere quali elementi possiamo fare nostri.
Perché avere stile non significa seguire ogni tendenza, ma riconoscere ciò che ci rappresenta e saperlo interpretare in modo personale.
La Milano Fashion Week SS27 si conclude, ma il dialogo tra passerella e vita reale continua. Ed è da qui che parte il lavoro più interessante: trasformare le ispirazioni in scelte consapevoli, costruendo un guardaroba che parli davvero di noi.
E tu, quale collezione della Milano Fashion Week SS27 ti ha colpita di più?
Continua a seguire Moda Pretty Classy Stylish per nuove analisi, trend report e consigli di styling.
See you and Stay Chic!!!
Vale

PARTE 1
MILAN FASION WEEK
SS 2027
Scopri la Collezione

PARTE 2
MILAN FASION WEEK
SS 2027
Scopri la Collezione

PARTE 3
MILAN FASION WEEK
SS 2027
Scopri la Collezione
Looks Image Credit via TAGWALK
Leggi gli ultimi articoli:
- MOODBOARD AUTUNNO 2026
- COSA INDOSSARE SOPRA GLI OUTFIT AUTUNNALI: 5 IDEE CHIC PER IL 2026
- MILANO FASHION WEEK SS27 – Parte 4: Bottega Veneta, Giorgio Armani e altre collezioni
- MILANO FASHION WEEK SS27 – Parte 3: Gucci, Sportmax e altre collezioni
- MILANO FASHION WEEK SS27 – Parte 2: Max Mara, Roberto Cavalli e altre collezioni
Lascia un commento