Da Sportmax a Blumarine, da Gucci a Moschino:
la mia lettura da Stylist delle collezioni Primavera-Estate 2027 presentate alla Milano Fashion Week
La Milano Fashion Week SS27 rosegue con collezioni che esplorano identità estetiche differenti: dalla ricerca sui volumi e sui colori alla femminilità più romantica, fino alla sperimentazione e ai codici iconici delle grandi maison.
In questa terza parte del mio fashion report analizzo le proposte di TOD’S, Sportmax, Blumarine, Gucci, Moschino, Luisa Spagnoli e The Attico.
Sette brand, sette modi diversi di interpretare il guardaroba contemporaneo.
Ma cosa rende davvero interessante una collezione? Non soltanto la presenza di nuovi trend, ma la capacità di costruire un linguaggio riconoscibile, attraverso silhouette, materiali, proporzioni e dettagli.
Come sempre, il mio racconto parte dalla visione creativa e dai codici della collezione, per arrivare alla mia interpretazione personale:
uno sguardo da Stylist che cerca di andare oltre la passerella e capire quali scelte stilistiche funzionano, quali sorprendono e quali, invece, convincono meno.
in questa terza parte il Focus è su:
Tod’s
Sportmax
Blumarine
Gucci
Moschino
Luisa Spagnoli
The Attico
TOD’S SS27
Il linguaggio del brand tra tradizione e contemporaneità

Visione del Direttore Creativo
La collezione Primavera-Estate 2027 di TOD’S mette al centro uno dei valori fondanti della maison: l’artigianalità italiana. Il savoir-faire, la qualità dei materiali e la cura del dettaglio diventano gli elementi attraverso cui il brand riafferma la propria identità, legata a un lusso discreto e alla costruzione di un guardaroba funzionale.
La collezione si inserisce nella tradizione di TOD’S, dove il prodotto e la sua realizzazione hanno un ruolo centrale. Non è la ricerca dell’effetto spettacolare a guidare la proposta, ma la valorizzazione di capi pensati per durare nel tempo, attraverso materiali selezionati e lavorazioni accurate.

Codici della Collezione
Il guardaroba si muove tra capispalla, pantaloni, capi dalle linee essenziali e accessori che richiamano immediatamente il DNA della maison. Trench e mocassini continuano a rappresentare elementi centrali, inseriti in combinazioni che puntano sulla versatilità e su un’eleganza quotidiana.
Le silhouette privilegiano una costruzione pulita, mentre la scelta dei materiali e l’attenzione alle finiture cercano di distinguere i capi attraverso la qualità più che attraverso la decorazione.
È una proposta che lavora sulla continuità:
i codici storici vengono ripresi e aggiornati senza stravolgere l’immagine del marchio.





La mia interpretazione
L’artigianalità è senza dubbio un valore importante, ma la qualità di una collezione non dipende soltanto dalla qualità dei suoi materiali.
Nel caso di TOD’S, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una proposta monotona, in cui alcuni elementi sembravano ripetersi senza introdurre variazioni stilistiche sufficientemente interessanti.
Comprendo la scelta di puntare su un guardaroba essenziale, coerente con l’identità del brand. Tuttavia, quando silhouette, abbinamenti e codici estetici si susseguono in modo troppo prevedibile, il rischio è che la coerenza si trasformi in ripetitività.
Da Stylist, credo che anche un’estetica classica abbia bisogno di un elemento capace di sorprendere: un taglio inaspettato, una proporzione diversa, un contrasto materico o un abbinamento che rinnovi la percezione di un capo conosciuto.
Il punto non è necessariamente introdurre qualcosa di eccentrico, ma trovare un modo nuovo di raccontare ciò che appartiene già al brand.
SPORTMAX SS27
Il potere del colore e la costruzione della silhouette

Visione del Direttore Creativo
La collezione Sportmax Primavera-Estate 2027 esplora il rapporto tra funzionalità, leggerezza e ricerca estetica.
Il corpo diventa il punto di partenza per costruire silhouette dinamiche, nelle quali il taglio dei capi e il modo in cui i materiali si muovono contribuiscono a definire l’immagine complessiva.
Il linguaggio di Sportmax si distingue per un approccio contemporaneo alla femminilità: meno legato alla decorazione fine a sé stessa e più interessato alla costruzione dell’abito, alla precisione delle linee e al rapporto tra forma e movimento.

Codici della Collezione
La palette cromatica è uno degli aspetti più interessanti della proposta. Il colore non è soltanto un elemento decorativo, ma partecipa alla definizione dei volumi e alla costruzione dell’identità visiva dei look.
Accanto alla scelta cromatica, acquistano importanza i tagli:
aperture, linee nette e costruzioni che modificano la percezione della silhouette, alternando rigore e leggerezza.
È proprio il rapporto tra questi elementi a rendere interessante la collezione.
Un taglio può valorizzare una parte del corpo, creare una nuova proporzione o alleggerire una forma; il colore, a sua volta, può rafforzare il disegno dell’abito oppure introdurre un contrasto che cambia completamente la lettura dell’insieme









La mia interpretazione
Sportmax è una delle collezioni che ho apprezzato maggiormente, soprattutto per la palette cromatica e la ricerca sui tagli.
Quello che trovo interessante è il modo in cui il progetto del look non si esaurisce nella scelta di un bel capo. Sono le proporzioni, le linee e il rapporto tra i diversi elementi a costruire un’immagine riconoscibile.
Da Stylist, considero il taglio uno degli strumenti più potenti per trasformare un outfit. Non serve necessariamente aggiungere accessori o dettagli decorativi: una linea ben studiata può essere sufficiente a dare carattere a un abito, modificare il modo in cui viene percepito il corpo e rendere il look più incisivo.
La palette, inoltre, contribuisce a creare un’identità visiva forte. Il colore funziona davvero quando non viene scelto isolatamente, ma dialoga con la forma e con il materiale.
È questa la direzione che mi interessa:
una moda in cui il progetto estetico si legge nella costruzione del capo, senza bisogno di sovraccaricarlo.
BLUMARINE SS27
Romanticismo californiano e femminilità girly

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, David Koma rilegge l’universo di Blumarine attraverso un immaginario ispirato alla California, dove il romanticismo incontra un’attitudine più disinvolta e contemporanea.
La musa della collezione è una figura femminile che si muove tra spiaggia e boudoir, tra sensualità e spontaneità.
Il riferimento agli anni Settanta si intreccia con suggestioni dei primi anni Duemila, recuperando elementi dell’archivio Blumarine e reinterpretandoli in una dimensione più luminosa e rilassata.
L’idea è quella di una femminilità che non deve scegliere tra essere romantica e sensuale, elegante e casual: può essere tutte queste cose contemporaneamente.

Codici della Collezione
La collezione gioca sul confine tra vestito e non vestito, con capi che richiamano il mondo della lingerie e dello sleepwear.
Canottiere leggere, vestaglie, minidress, bluse e corpetti costruiscono un guardaroba in cui la sensualità emerge attraverso le sovrapposizioni, i materiali e il modo in cui i capi lasciano intravedere il corpo.
Le culotte in maglia con volant, i pullover cropped e i dettagli decorativi contribuiscono a definire un’estetica romantica, ma non eccessivamente composta. Il celebre cardigan Blumarine viene reinterpretato con un collo decorato da piume di struzzo, introducendo un dettaglio scenografico all’interno di un capo riconoscibile.
Anche la collaborazione con UGG si inserisce in questa logica: il contrasto tra capi femminili e calzature dal carattere più casual rafforza l’idea di un guardaroba glamour, ma vissuto con naturalezza.
Il risultato è una femminilità sporty-bohémienne, in cui il romanticismo si allontana dall’immagine tradizionale e diventa più libero, disinvolto e contemporaneo.









La mia interpretazione
Blumarine mi è piaciuto molto per la sua identità super fresca e femminile.
Trovo interessante il modo in cui la collezione recupera elementi romantici e sensuali senza rinunciare a una componente più spontanea. Il risultato non è una femminilità rigida, costruita esclusivamente attraverso abiti eleganti, ma un’estetica che si sviluppa anche grazie ai contrasti.
È proprio questo aspetto che, da Stylist, trovo stimolante: un capo romantico può cambiare completamente carattere quando viene abbinato a un elemento più sportivo o informale. Allo stesso modo, un dettaglio decorativo può rendere speciale un capo essenziale, purché venga inserito in un insieme coerente.
Blumarine conserva un immaginario immediatamente riconoscibile, fatto di sensualità, romanticismo e dettagli che non hanno paura di essere dichiaratamente femminili.
E questo, per me, è un punto di forza:
la femminilità non deve necessariamente essere minimalista per risultare contemporanea.
Può essere giocosa, romantica, un po’ nostalgica e persino eccessiva, quando ogni elemento contribuisce a costruire un’identità precisa.
GUCCI SS27
Il lusso contemporaneo tra archivio e desiderabilità

Visione del Direttore Creativo
Per la Primavera-Estate 2027, Demna prosegue il suo lavoro sull’identità di Gucci con una sfilata concepita come un’esperienza immersiva: The Store Show.
Lo spazio della presentazione riproduce un ambiente commerciale Gucci, con scaffali, borse, calzature e altri prodotti iconici della maison. La boutique non è quindi soltanto uno sfondo, ma diventa parte del racconto: un luogo in cui i codici del brand incontrano il desiderio di possedere e indossare i suoi prodotti.
La collezione riflette una visione di Gucci costruita attraverso personalità differenti. Il lusso non viene ricondotto a un’unica estetica, ma si esprime attraverso diversi modi di interpretare la maison, dall’eleganza più classica a un’immagine più disinvolta e contemporanea.

Codici della Collezione
Uno degli aspetti centrali è il dialogo tra gli elementi storici del marchio e un guardaroba più attuale.
Il mondo equestre, i mocassini con Morsetto, i nastri Web e i loghi si affiancano a giacche, jeans, bomber in pelle, tute leisure e completi sartoriali.
La collezione attraversa quindi registri diversi: da un lato, il richiamo alla tradizione e all’eleganza riconoscibile della maison; dall’altro, una maggiore libertà nella costruzione degli outfit.
Anche gli accessori partecipano attivamente al racconto. Borse e calzature non sono semplici complementi, ma elementi che possono definire l’identità di un look e renderlo immediatamente riconoscibile.
La scelta di presentare la collezione in una boutique ricostruita rafforza questa idea: il prodotto e la sua capacità di generare desiderio diventano parte integrante dell’esperienza della sfilata.









La mia interpretazione
L’aspetto che trovo interessante in questa proposta è il rapporto tra identità del brand e desiderabilità del prodotto.
Gucci possiede un patrimonio estetico molto ampio: può muoversi tra riferimenti equestri, sartorialità, loghi, accessori iconici e abbigliamento più informale. La sfida consiste nel far convivere questi codici senza trasformarli in una semplice successione di elementi riconoscibili.
Da Stylist, considero particolarmente importante il modo in cui gli accessori vengono inseriti nell’outfit. Una borsa o una calzatura iconica possono diventare il punto focale del look, ma devono dialogare con il resto dell’abbigliamento, contribuendo alla sua costruzione anziché sovrastarlo.
La varietà estetica della collezione permette di leggere Gucci attraverso personalità differenti, confermando che l’identità di una maison non deve necessariamente corrispondere a un unico tipo di cliente o a una sola idea di eleganza.
Il punto da osservare, quindi, è la capacità di trasformare un archivio ricco di codici in un guardaroba che mantenga una propria coerenza.
MOSCHINO SS27
La bellezza di un’evasione:
tra sogno e realtà

Visione del Direttore Creativo
La Primavera-Estate 2027 segna il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo alla guida creativa di Moschino, un passaggio importante per una maison la cui identità è storicamente legata all’ironia, alla provocazione e al gioco con i codici della moda.
I due designer, fondatori di Sunnei, affrontano questo nuovo capitolo confrontandosi con un patrimonio estetico molto riconoscibile. Per Moschino, la sfida è riuscire a reinterpretare la propria identità senza perdere quella componente irriverente che lo distingue da altri marchi.
La sfilata ha scelto di mettere in relazione la passerella con la vita quotidiana:
persone comuni e modelli hanno attraversato lo spazio in direzioni opposte, creando l’immagine di una strada in cui moda e realtà si incontrano.
Il progetto sposta così l’attenzione dall’abito isolato al modo in cui gli abiti vengono vissuti, osservati e inseriti nella quotidianità.

Codici della Collezione
La collezione si inserisce in un momento di transizione per la maison, in cui la ricerca di un nuovo linguaggio deve confrontarsi con aspettative consolidate.
La scelta di ambientare la sfilata in una situazione simile alla vita reale introduce un elemento di riflessione sul rapporto tra moda e quotidianità. L’abbigliamento non viene presentato soltanto come spettacolo, ma come espressione di personalità che convivono nello stesso spazio urbano.
Questa impostazione è interessante anche dal punto di vista dello styling: il significato di un look cambia in relazione al contesto, agli abbinamenti e al modo in cui viene indossato.
Per Moschino, tuttavia, l’operazione non riguarda soltanto la portabilità. La maison porta con sé una tradizione di ironia visiva, riferimenti inaspettati e sovversione delle convenzioni, elementi che costituiscono una parte fondamentale della sua identità.





La mia interpretazione
Da Moschino mi aspettavo soprattutto una cosa:
divertimento.
È un elemento che considero fondamentale per questo brand, perché la sua identità non si costruisce soltanto attraverso abiti e accessori, ma attraverso la capacità di sorprendere, provocare e giocare con le aspettative.
In questa collezione, invece, ho sentito la mancanza proprio di quella componente FUN che associo a Moschino.
Il progetto della sfilata, con il suo riferimento alla vita quotidiana, è interessante come idea narrativa. Ma una buona intuizione di presentazione non coincide necessariamente con una collezione capace di lasciare il segno sul piano estetico.
Da Stylist, mi interessa distinguere questi due aspetti:
il concept può essere intelligente, ma sono i look a dover tradurre quell’idea in un linguaggio riconoscibile e convincente.
Per una maison come Moschino, l’ironia non dovrebbe essere un dettaglio accessorio. Dovrebbe entrare nella costruzione stessa degli abiti, nei contrasti, nelle proporzioni e nelle scelte stilistiche.
Il mio dubbio riguarda proprio questo:
quando viene meno il gioco, quanto resta di quell’identità che rende Moschino immediatamente riconoscibile?
Un nuovo capitolo creativo ha naturalmente bisogno di tempo per definire la propria direzione. Ma, in un brand così caratterizzato, credo che il rinnovamento funzioni davvero quando riesce a sorprendere senza perdere la propria personalità.
LUISA SPAGNOLI SS27
House of Prints:
quando tessuti e stampe diventano protagonisti

Visione del Direttore Creativo
Luisa Spagnoli occupa un territorio stilistico riconoscibile nel panorama italiano:
un’eleganza femminile che si traduce in capi pensati per accompagnare occasioni e momenti diversi della giornata.
Per analizzare la collezione Primavera-Estate 2027, il punto di partenza è capire come il brand abbia interpretato questa identità nella nuova stagione: quali elementi ha mantenuto, quali ha aggiornato e quale idea di femminilità emerge dalla proposta.
È un passaggio importante perché la continuità con il DNA di una maison può essere un punto di forza, ma richiede un lavoro costante di aggiornamento delle forme e dei codici.

Codici della Collezione
L’analisi dei look deve concentrarsi sul rapporto tra silhouette, materiali e abbinamenti, osservando come i singoli capi contribuiscano a costruire un guardaroba coerente.
Nel linguaggio di un brand orientato all’eleganza femminile, la riuscita di un outfit non dipende soltanto dal singolo elemento, ma dalla capacità di creare un equilibrio tra vestibilità, proporzioni e dettagli.
Da un punto di vista di styling, è interessante osservare come un capo possa cambiare carattere attraverso l’abbinamento:
una giacca può rendere più strutturato un look morbido, mentre un accessorio può introdurre una nota contemporanea in un insieme più classico.









La mia interpretazione
Nel valutare una collezione come quella di Luisa Spagnoli, mi interessa soprattutto capire come venga interpretata l’eleganza oggi.
Essere eleganti non significa necessariamente scegliere linee tradizionali o costruire outfit impeccabili ma prevedibili. La differenza, spesso, sta nelle proporzioni, nella scelta degli accessori e nella capacità di introdurre un elemento personale.
Da Stylist, cerco sempre quel dettaglio che permette a un look di uscire dalla dimensione del semplice abbinamento e acquisire una personalità precisa.
Per questo, nella lettura della collezione, sarà fondamentale distinguere i capi che rafforzano l’identità del brand da quelli che propongono un aggiornamento più interessante del suo linguaggio.
THE ATTICO SS27
Identità personale e sensualità contemporanea

Visione delle Direttrici Creative
Per la Primavera-Estate 2027, The Attico esplora la dimensione privata dell’identità attraverso un guardaroba che si muove tra sensualità, intimità e trasformazione.
Il progetto si inserisce anche nel decimo anniversario del brand, fondato da Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini. L’idea alla base della collezione è la possibilità di esprimere aspetti differenti della propria personalità attraverso l’abbigliamento, senza dover aderire a un’immagine unica e definita.
La moda diventa così uno strumento di espressione personale: ciò che indossiamo non racconta necessariamente una sola versione di noi, ma può cambiare con il contesto e con il modo in cui scegliamo di presentarci.

Codici della Collezione
Il guardaroba combina elementi che richiamano l’intimità con dettagli più strutturati e scenografici.
I tessuti drappeggiati e stropicciati, i riferimenti alla lingerie, il velluto e le paillettes contribuiscono a costruire una tensione tra spontaneità e costruzione. Il risultato non punta su una sensualità uniforme, ma su un’alternanza di registri.
Questo contrasto è interessante dal punto di vista dello styling: un elemento apparentemente intimo può acquisire un significato completamente diverso quando viene inserito in un outfit da giorno, mentre un materiale prezioso può perdere formalità se abbinato a un capo più essenziale.
La collezione lavora proprio su queste possibilità, lasciando spazio a un’immagine femminile che non deve essere necessariamente composta o prevedibile.









La mia interpretazione
The Attico è interessante quando riesce a trasformare la sensualità in un linguaggio di styling, anziché limitarsi a utilizzarla come elemento decorativo.
Il rapporto tra materiali, costruzioni e dettagli può rendere un outfit più complesso e personale. Un tessuto stropicciato, una sovrapposizione o un richiamo alla lingerie possono introdurre una dimensione meno convenzionale, soprattutto quando vengono accostati a elementi che appartengono a un registro estetico differente.
Da Stylist, trovo stimolante proprio questa possibilità di lavorare sui contrasti:
non per creare un effetto insolito fine a sé stesso, ma per dare al look una personalità più articolata.
La sensualità, infatti, non dipende necessariamente da quanto un abito scopre.
Può emergere anche dalla vestibilità, dal movimento del tessuto, da una linea o da un dettaglio che modifica la percezione dell’intero outfit.
È in questo equilibrio tra costruzione e spontaneità che si gioca la forza di una proposta come quella di The Attico.
FINAL CONSIDERATIONS
Quando l’identità fa la differenza
Questa terza parte della Milano Fashion Week SS27 mette in evidenza quanto possa essere diverso il modo di interpretare la moda contemporanea.
Sportmax mi ha colpita per la ricerca sulla palette cromatica e sui tagli, mentre Blumarine mi ha conquistata con una femminilità girly, romantica e sensuale. TOD’S, al contrario, mi è sembrato troppo ripetitivo, mentre da Moschino avrei voluto ritrovare maggiormente quel divertimento che considero parte essenziale del suo DNA.
Sono impressioni diverse, ma riconducibili a una stessa domanda:
quanto riesce una collezione a esprimere la propria identità senza limitarsi a riproporre formule già conosciute?
Per me, è qui che si distingue una proposta semplicemente coerente da una collezione capace di lasciare il segno.
Perché la moda non è soltanto una questione di tendenze. È ricerca, interpretazione e capacità di trasformare un’idea in qualcosa che abbia carattere.
E tu, quale collezione della Milano Fashion Week SS27 hai trovato più interessante?
Continua a seguire Moda Pretty Classy Stylish per le prossime analisi delle collezioni e per scoprire come interpretare le idee della passerella attraverso uno sguardo da Stylist.
See you and Stay Chic!!!
Vale

PARTE 1
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PARTE 2
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