New York apre la stagione con un’energia diversa: meno spettacolo fine a sé stesso, più identità.
La Fall/Winter 2026–2027 racconta una città che non rincorre il trend, ma riafferma il proprio linguaggio.
Il minimalismo torna protagonista, ma non è freddo. L’heritage americano viene riletto, ma senza nostalgia.
E soprattutto, ogni brand sembra interrogarsi su cosa significhi oggi costruire un guardaroba reale, potente e riconoscibile.
Da Marc Jacobs che lavora sulla memoria e sulle proporzioni, a Calvin Klein che ripulisce il linguaggio fino all’essenza, passando per il romanticismo strutturato di Ralph Lauren e l’urban glamour di Michael Kors, questa settimana della moda ci restituisce un’America più consapevole, meno urlata e molto più costruita.
In questa prima parte troverai una Review su:
Marc Jacobs
Ralph Lauren
Michael Kors
Calvin Klein
Tory Burch
Coach
Carolina Herrera
Proenza Schouler
MARC JACOBS
Marc Jacobs ritorna con una visione profondamente personale e riflessiva, esplorando il tema della memoria e della perdita. La collezione è una meditazione sul passato come fonte di creatività, con riferimenti alle principali epoche stilistiche della sua carriera e alla moda americana degli anni ’90 e primi 2000.
Le silhouette si muovono tra minimalismo structurato e riferimenti archivisti reinterpretati. Si vedono forme pulite con dettagli contemporanei, tessuti tecnici e texture stratificate che suggeriscono profondità senza essere eccessive. La palette dominante rimane neutra con accenti grigio, nero e tocchi di pastello morbido.








Questa collezione è interessante perché gioca con l’archivio come linguaggio narrativo senza risultare “retro” fine a sé stesso. Come stylist, adoro come Jacobs traduca il concetto di memoria in proporzioni e texture: è un esempio di come una visione personale possa trasformarsi in moda con senso e leggibilità.
RALPH LAUREN
“Amo l’avventura della moda. La mia collection Autunno 2026 è ispirata allo spirito anticonformista e sicuro di sé della donna che la indosserà in modo personale, per raccontare la propria storia. Una donna che rispetta la qualità intramontabile delle cose del passato, ma le reinventa per il presente. Il suo stile non è definito dal tempo, è uno stile che dura nel tempo.”
Cit. Ralph Lauren
La collezione mescola sartorialità impeccabile, texture ricche (come tweed e velluto), leather details, e layering di pezzi sofisticati. La palette abbraccia toni terrosi insieme a neutrali raffinati per creare un equilibrio tra classicismo e modernità








Ralph Lauren rimane uno dei capisaldi del lusso rilassato: la sua capacità di fondere heritage e contemporaneo è evidente nella costruzione delle silhouette e nella scelta dei materiali. È un guardaroba che respira stile, non tendenze, e lo stile ce lo insegna con evidenza e consistenza.
MICHAEL KORS
Per celebrare il suo 45° anniversario, Michael Kors ha presentato una rivisitazione del concetto di New York chic: un equilibrio tra la grinta della città e la sua faccia più elegante e opulenta.
Wool coats strutturati, cashmere sweater dresses e silhouette monocromatiche si alternano a dettagli di piume e accessori sofisticati. Linee pulite ma potenti dominano il runway, suggerendo la dualità della metropoli.








Questa collezione incarna un’idea di chic senza tempo. Ci vedo una perfetta sintesi di comfort e glamour, un reminder che il lusso urbano può essere assertivo e reale allo stesso tempo.
CALVIN KLEIN
Sotto Veronica Leoni, Calvin Klein abbraccia una visione più restrained, introspective e minimal, allontanandosi dalla tradizionale estetica underwear per esplorare purezza di forma e sensualità controllata.
Silhouette asciutte, tagli netti, palette neutra spesso monocromatica e tessuti strutturati definiscono una collezione di grande purezza visiva. La costruzione degli abiti è rigorosa, senza ornamenti superflui.








È un minimalismo che richiede precisione: pochi elementi, massimo impatto. Qui riconosco una delle letture più forti della FW26 elegante, moderna e perfettamente traducibile nel guardaroba contemporaneo.
TORY BURCH
Tory Burch ha presentato un approccio personale alla femminilità, spesso ispirato alla propria eredità familiare e all’idea di eleganza quotidiana che trascende le stagioni.
La collezione esplora mix di texture, satin, maglieria, superfici scultoree insieme a dettagli peculiari come fiocchi metallici su décolleté, mocassini minimalisti e stivaletti raffinati. La palette varia da tonalità neutrali a colori più decisi portatori di energia.








È una moda che parla di femminilità consapevole, non imposta. Tory Burch riesce a rendere capi sofisticati e accessibili, un perfetto ponte tra stile personale e lusso democratico.
COACH
Stuart Vevers ha presentato una collezione che amalgama nostalgia e ribellione giovanile, con riferimenti alla controcultura e alla grunge attitude. La narrativa ruota attorno a una reinterpretazione moderna dell’energia urbana e dell’eleganza ribelle.
Dominano silhouette oversize, shearling e denim destrutturato, plaid e tailoring vintage. La palette è ampiamente monocromatica con accenti di rosso, black & grey e dettagli punk. Gli accessori rétro, come messenger bags e mini borse, riportano al passato in chiave contemporanea.








Coach dimostra che un approccio narrativo forte non deve essere fine a se stesso: qui il mood ribelle è tradotto in capi reali, indossabili ma con identità. Da stylist, trovo stimolante l’equilibrio tra nostalgia e modernità, perfetto per chi ama uno stile giovane ma non superficiale.
CAROLINA HERRERA
La visione di Carolina Herrera per questa stagione ruota attorno a una donna dinamica e sofisticata che vive la città con eleganza innata e praticità, privilegiando linee pulite e proporzioni equilibrate.
Silhouette nette, A-line skirt, turtleneck e kitten heels dominano la scena, con materiali che spaziano dal velvet ai tweed, fino alle panne di lana più morbide. La palette è ricca ma controllata per massimizzare versatilità.








Herrera traduce la classicità in una forma contemporanea molto wearable. Dal mio punto di vista, è un esempio perfetto di come l’eleganza urbana non debba essere ingessata, ma fluida e pronta alla quotidianità.
PROENZA SCHOULER
Rachel Scott debutta alla guida di Proenza Schouler con una visione forte e consapevole: ancora improntata alla donna moderna, forte e non frivola, ma con maggiore intenzione materica e costruzione architettonica.
Tessuti di struttura bilanciano silhouette aggraziate e forme audaci. Il tailoring è preciso, con trench, cappotti avvolgenti e layering sofisticato. La palette neutra con accenti profondi rende la collezione coerente e versatile.








La prima prova di Scott per Proenza Schouler è tecnica, studiata ma con personalità. Vedo questa collezione come un ottimo esempio di modern elegance che non sacrifica portabilità per originalità.
Se dovessi riassumere questa New York Fashion Week in una parola direi: controllo.
Controllo delle proporzioni, dei materiali, dell’immagine. Anche quando l’estetica è ribelle come da Coach o più intellettuale come da Proenza Schouler, tutto è studiato, calibrato, intenzionale.
Questa stagione ci insegna che lo stile americano oggi non è più solo pragmatismo o sportswear evoluto. È costruzione. È tailoring. È sicurezza silenziosa.
E da stylist, la lezione è chiara: non serve aggiungere, serve scegliere meglio.
See you and Stay Chic!!!
Vale

NYFW
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