Fashion Week TREND

MFW | FW26 – giorno 1-2

I primi due giorni della Milano Fashion Week Autunno/Inverno 2026/2027 hanno giร  dato indicazioni chiare, ma non definitive. รˆ solo lโ€™inizio, eppure il tono รจ impostato.

Tra debutti molto attesi e maison con unโ€™identitร  ormai consolidata, Milano ha aperto la stagione con un dialogo interessante tra controllo e personalitร . Da un lato la disciplina sartoriale, dallโ€™altro brand che continuano a spingere sul proprio linguaggio distintivo senza compromessi.

Questi primi show non raccontano ancora un trend dominante, ma mostrano come ogni casa stia lavorando sul proprio posizionamento: chi attraverso la sottrazione, chi attraverso materia e superficie, chi attraverso narrazione e dettaglio.

In questa prima parte troverai una Review su:


DIESEL

Sotto la guida di Glenn Martens, Diesel ha confermato la sua identitร  come marchio ribelle ma profondamente narrativo. Per lโ€™FW26/27 la collezione รจ stata presentata come un vero โ€œgiardino di meraviglieโ€, una celebrazione caleidoscopica della storia visiva del brand, un percorso non lineare tra pezzi iconici, ricordi e contrasti estetici.

Il denim resta il cuore pulsante: da jeans trattati con piegature vissute a gonne sartoriali reinterpretate. La maglieria introduce texture e volumi irregolari, con accenti luminosi su furs e tessuti lamรฉ. Interessante il contrasto tra superfici lucide e opache, con inserti organza che creano movimento e leggerezza visiva. La palette esplode dal nero e dai toni neutri verso baby-blue, rosa, giallo e arancio pastello negli ultimi look, pur restando coerente con lโ€™ossessione Diesel per lโ€™energia urbana.


LUISA BECCARIA

Luisa Beccaria ha costruito la sua collezione attorno al concetto di celebrazione: non dellโ€™ostentazione, ma della quotidianitร  elevata. Presentata in un ambiente intimo piuttosto che su un runway tradizionale, la filosofia di โ€œCelebrationsโ€ รจ stata quella di vestire momenti di vita reale con grazia, attenzione ai materiali e poesia.

La collezione gioca con contrasti di rigore e morbidezza: tartan reinterpretati in tinte lievi come lilac e midnight blue, midi dress strutturati con pizzi e volant, tweed rifiniti con micro-sequins. I cappotti sono costruiti per creare silhouette composte, non attraverso volume, ma attraverso proporzioni e dettagli (bottoni ricamati, colli allungati). Ogni superficie รจ studiata per essere toccata tanto quanto osservata.


JIL SANDER

La visione minimalista di Jil Sander torna con un rigore quasi filosofico: sottrazione consapevole piuttosto che austeritร . Il focus รจ sulla purezza della forma e sulla precisione del taglio, proponendo un minimalismo che non รจ neutro ma espresso.

Silhouette verticali, proporzioni lunghe e filiformi, cappotti sartoriali con spalle morbide ma definite. Il lavoro sui materiali si concentra su lane compatte, tessuti tecnici opachi e superfici lisce, con cuciture invisibili che diventano struttura. La palette resta nei neutri profondi, enfatizzando il contrasto tra opaco e lucido.


ANTONIO MARRAS

Marras ha proseguito la sua narrazione iconica, fondendo memoria culturale e artigianato italiano. La collezione รจ un intreccio di storia personale e riferimenti poetici, costruita come un diario visivo di tessuti e suggestioni.

Layering complessi con stampe narrative sovrapposte, patchwork di tessuti e ricami che sembrano dipinti. Cappotti strutturati accompagnano abiti midi, spesso con trame morbide che vibrano tra tradizione e modernitร . Non manca una forte attenzione al dettaglio manuale: inserimenti di tessuto, toppe ricamate e finiture che richiedono tempo.


FENDI

La prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Fendi รจ stata un esercizio di rigore. Nessun effetto nostalgia, nessuna sovrastruttura narrativa evidente: il focus รจ stato sulla ridefinizione del potere femminile attraverso la costruzione.
La scelta di una palette quasi interamente nera non รจ stata estetica, ma concettuale. Il nero come disciplina. Come sottrazione. Come azzeramento simbolico prima di una nuova fase.

Il nero, declinato in texture differenti, ha permesso di leggere davvero la costruzione dei capi. Non colore, ma forma.
Cappotti lunghi, asciutti, con spalle precise ma non aggressive. Linee verticali pulite, chiusure invisibili, vita accennata senza costrizione. Il lavoro sulla pelle รจ stato fondamentale: nappa e pellami trattati in modo da risultare morbidi, quasi tessili, modellati sul corpo senza rigiditร .
Gli abiti hanno giocato su sovrapposizioni controllate: stratificazioni nere su nero, con differenze materiche ( opaco contro lucido, compatto contro fluido) a creare profonditร  visiva.
Lunghezze midi e sotto il ginocchio, stivali alti che prolungano la linea della gamba, assenza quasi totale di distrazioni cromatiche.

Il risultato รจ stato un esercizio di architettura piรน che di decorazione.


VIVETTA

Vivetta Ponti continua a lavorare su una femminilitร  narrativa e ironica, ma per lโ€™FW26/27 la costruzione รจ piรน controllata. Meno effetto fiaba, piรน equilibrio tra gioco e struttura.

Silhouette anni โ€™60 riviste con proporzioni piรน lunghe e pulite. Gonne midi e cappotti leggermente over bilanciano top piรน aderenti.
Dettagli distintivi, colletti sagomati, maniche con volume calibrato, applicazioni grafiche, restano centrali ma integrati nella linea del capo.
Palette vivace ma disciplinata, con basi neutre che stabilizzano i colori piรน accesi.Il risultato รจ stato un esercizio di architettura piรน che di decorazione.


MISSONI

Missoni continua a reinterpretare lโ€™iconica maglieria italiana in una chiave contemporanea, puntando sulla stratificazione e texture per una stagione invernale che celebra comfort ed eleganza artigianale.

Lavorazioni a maglia tridimensionali, zig-zag classici riadattati in silhouette piรน strutturate, layering di knitwear con cappotti oversize e gonne midi. La palette miscela colori profondi e neutri, creando una continuitร  visiva che funziona sia di giorno sia di sera.


ONITSUKA TIGER

Onitsuga Tiger ha portato il suo heritage sportivo alla Milano Fashion Week con un look contemporaneo che fonde performance e fashion. Essenziale ma con una tensione visiva forte, la collezione riflette lโ€™identitร  inclusiva del brand.

Silhouette sportive reinterpretate: tessuti tecnici, layering funzionale, sovratute che dialogano con capi piรน sartoriali. Accessori dinamici e scarpe progettate per essere statement piece.


Nยฐ21

Nยฐ21 continua il suo dialogo tra sensualitร  e understatement, ricercando un equilibrio tra lingerie-inspired dressing e silhouette strutturate.

Slip dress mixati con cappotti over, trasparenze calibrate e tailoring morbido caratterizzano la collezione. La palette resta sofisticata, con neutri profondi, grigi e tocchi di color block.


ETRO

NEtro continua la sua tradizione bohemien con un linguaggio contemporaneo: stampe ricche ma controllate, silhouette fluide e riferimenti culturali stratificati.

Paisley emblematici mixati a velluti, layering di tessuti e silhouette ampie. Cappotti strutturati dialogano con pezzi piรน fluidi, creando una narrativa di eleganza rilassata.


รˆ presto per parlare di direzione univoca, ma una cosa รจ evidente: nei primi due giorni nessuno ha giocato in modo superficiale.

Fendi ha aperto una nuova fase, Diesel ha confermato la propria energia radicale, Jil Sander ha ribadito il valore della costruzione, mentre realtร  come Luisa BeccariaVivetta Antonio Marras hanno continuato a difendere unโ€™identitร  fortemente riconoscibile.

Siamo solo allโ€™inizio.

Altri tre articoli completeranno il quadro di questa settimana milanese che, piรน che inseguire una tendenza, sembra voler ridefinire le proprie prioritร .

Continuiamo ad osservare, perchรฉ il racconto รจ appena iniziato.

NYFW

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