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LOOK MET GALA ’26 – Styled by Me

Come avrei vestito io 3 Celebs per l’evento del 2026

Il Met Gala non è mai solo un red carpet. È un racconto visivo costruito attorno a un tema preciso, e nel 2026 questo è stato più chiaro che mai.

Il filo conduttore della serata era “Costume Art”, con un dress code che invitava celebrity, stylist e maison a trattare la moda come forma d’arte. Non semplicemente abiti spettacolari, ma look capaci di raccontare qualcosa attraverso costruzione, silhouette, materiali e identità.

Ed è proprio qui che, da stylist, ho iniziato a immaginare alternative. Perché alcune celebrity avevano un potenziale enorme, ma le scelte finali non hanno valorizzato davvero né il tema né la loro presenza sul red carpet.

In questo articolo ho selezionato 3 celebrity che, secondo me, avevano potenziale ma non sono state valorizzate al meglio…
e ti mostro cosa avrei fatto indossare io a:


1. NICOLE KIDMAN

Abito indossato:

Nicole ha indossato un custom made Chanel firmato Matthieu Blazy:
un abito rosso interamente ricamato di paillettes con dettagli in piume sui fianchi e sui polsi, completato da lunghissimi capelli effetto Rapunzel. 

Perché non funziona:

L’impatto scenico c’era, ma il risultato finale mi è sembrato più vicino a un’estetica Moulin Rouge che al concetto di “Fashion Is Art”.

Le piume, la brillantezza del tessuto e l’hair styling così teatrale rendevano il look molto costume e poco concettuale.
E su Nicole, che ha una presenza naturalmente sofisticata, tutto questo risultava quasi troppo costruito.

Abito styled by me:

Per lei avrei scelto Schiaparelli SS26.

Una silhouette più scultorea, quasi museale, con volumi artistici ma controllati.
Qui le piume sono concettuali e costruite con tulle simulando il piumaggio di un volatile.

Abito bustier in crepe di lana nera impreziosito da una coda di coccodrillo trompe l’œil a punto raso sul davanti e una nuvola di tulle bianco ricamata con mimose nere in filo di seta sparse sul retro.

Consiglio da Stylist:

Quando una donna ha già una presenza magnetica come Nicole Kidman, lo styling deve amplificare… non sovraccaricare.

Nicole ha il volto e la presenza perfetti per portare un look concettuale senza bisogno di eccessi.


2. MARGOT ROBBIE

Abito indossato:

Margot Robbie ha scelto un abito Chanel custom in lamé oro, con silhouette strapless, drappeggio morbido e lungo strascico decorato da petali ricamati. Un look elegantissimo, costruito in oltre 700 ore di lavorazione couture.

Perché non funziona:

Il look era elegantissimo, ma troppo sicuro per un Met Gala con un tema come “Fashion Is Art”.

La silhouette risultava molto classica e poco narrativa: bellissima da red carpet hollywoodiano, ma senza quell’elemento artistico o concettuale capace di lasciare davvero un’immagine forte.

Ed è un peccato, perché Margot ha una presenza che regge perfettamente styling più editoriali e couture molto più costruite.

Abito styled by me:

Per lei avrei scelto il look rosa Dior Haute Couture SS26 con bustier strutturato e gonna rigida a palloncino.

Un abito molto più coerente con il tema: quasi scultoreo, con volumi che ricordano un’opera installativa ma mantenendo quella femminilità sofisticata che funziona benissimo su Margot.

Il rosa avrebbe inoltre illuminato molto di più la sua palette naturale rispetto all’oro caldo scelto da Chanel.

Consiglio da Stylist:

Margot funziona al massimo quando eleganza classica e silhouette statement si incontrano.
E in questo caso, una couture più artistica avrebbe trasformato completamente il risultato finale.


3. ANNE HATHAWAY

Abito indossato:

Anne Hathaway ha indossato un custom Michael Kors Collection realizzato insieme all’artista Peter McGough:
un abito dipinto a mano ispirato alla poesia e al concetto di moda come opera d’arte.

Perché non funziona:

L’idea poteva essere una delle più interessanti della serata.
Il problema, per me, era tutto nel fit e nella costruzione sulla figura.

La silhouette risultava troppo anonima in alcuni punti e poco armoniosa nei movimenti.
Il concept artistico c’era, ma l’abito non accompagnava davvero Anne.

Abito styled by me:

Per lei avrei scelto Elie Saab SS26.

Una silhouette più verticale, luminosa e fluida, capace di valorizzare il suo portamento naturale senza irrigidirlo.

Abito a sirena senza spalline multicolore realizzato in tulle completamente ricamato, arricchito con strati scultorei simili a piume di organza 3D.

Anne ha un’eleganza molto cinematografica:
quando il fit è giusto, diventa magnetica.

Consiglio da Stylist:

Anche il concept più bello perde forza se il corpo non viene valorizzato nel modo corretto.


FINAL CONSIDERATIONS

La cosa che questo Met Gala mi ha confermato ancora una volta è che non basta avere accesso all’haute couture per creare un look memorabile.

Spesso alcune celebrity restano inevitabilmente legate ai brand di cui sono ambassador — e non c’è nulla di sbagliato in questo.
Fa parte dell’industria, delle collaborazioni e dell’identità che maison e volti costruiscono insieme.

Ma in eventi così concettuali, credo che a volte sarebbe interessante lasciare più libertà creativa allo styling.
Perché non conta solo ciò che piace o ciò che rappresenta un brand: conta anche il contesto, il tema, la presenza della persona e l’immagine finale che si vuole raccontare.

Da stylist, è proprio questo che osservo sempre:
quanto un look sia coerente con chi lo indossa, quanto il fit valorizzi davvero la silhouette e quanto styling, make-up, hair e attitudine parlino la stessa lingua.

Ed è lì che nasce la differenza tra un look bello… e un look che resta davvero nella memoria.

Ora voglio sapere da te:
quale look avresti reinterpretato completamente?
E soprattutto… sei d’accordo con le mie scelte?
Dimmi la tua e preparati, perché il prossimo red carpet lo analizziamo insieme.

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