Esperienze PCS Club

FORCES OF FASHION 2025 – ROMA

Moda, visione e consapevolezza

Questo è il terzo anno cha partecipo al Forces of Fashion di VOGUE, un evento che non è un semplice appuntamento di moda, ma una vera esperienza formativa.
Ospitato nella magnifica Casa dell’Architettura all’interno dell’Acquario Romano, è stato un momento in cui creatività, cultura e ispirazione si sono intrecciate in un dialogo autentico sul futuro della moda.

L’atmosfera era di quelle che solo Vogue sa creare: elegante ma spontanea, con una vibrazione continua di idee, intuizioni e visioni che si respiravano in ogni talk.
Ogni intervento è stato una piccola lezione di stile, non quello che si indossa, ma quello che si vive.
I Direttori Creativi e gli Speaker hanno ricordato quanto sia fondamentale documentarsi, osservare e studiare.
Perché la moda non è solo istinto, ma conoscenza e sensibilità verso ciò che ci circonda.
È cultura in movimento, è l’arte di tradurre il presente in estetica.

Ho avuto la possibilità di ascoltare:


“When Fashion Meets Architecture: Ideas and Innovations for a Changing World”

In questo talk, la conversazione era tra Ramdane Touhami, mente creativa dietro progetti come Officine Universelle Buly, e Asad Syrkett, Head of Editorial Content di AD Italia.
Due visioni a confronto sul tema “When Fashion Meets Architecture”, un dialogo che ha esplorato come moda e architettura possano ridisegnare il presente, costruendo nuovi spazi di senso e desiderio.

Touhami ha raccontato che tutto nasce dall’osservazione dei luoghi e dal modo in cui le persone vivono la moda, ricordando che “alla fine siamo commercianti: vendiamo sogni mossi dal desiderio. Se il mondo fosse uguale a se stesso dappertutto, smetteremmo di scoprirlo. Visitiamo i luoghi perché sono diversi, unici. Adesso indaghiamo gli spazi prima attraverso i social media e li frequentiamo perché ci assomigliano, non perché ci raccontino qualcosa di nuovo.”.

Un pensiero che mi ha colpito profondamente: il design, come la moda, deve saper evolvere senza dimenticare la propria identità, rispettando il passato ma guardando al futuro.

Come Stylist, ho sentito questo messaggio in modo istintivo, perché anche nel mio lavoro, ogni abito, ogni look, è un piccolo spazio architettonico in cui la persona può respirare, muoversi, raccontarsi.


“Finding Ourselves In Fashion”

Qui la conversazione era tra Anna Dello Russo, icona indiscussa dello stile e pioniera del concetto di “personal branding” nella moda, e Luke Leitch, contributor di Vogue Italia e Vogue Runway.

Assente fisicamente ma presente con un messaggio audio, Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, ha ricordato il valore dell’incontro e della condivisione nel fashion system contemporaneo.

Il tema ha toccato corde profonde: la moda non solo come estetica, ma come modo di esprimere identità e appartenenza.

Anna Dello Russo ha raccontato, con la sua verve unica, gli inizi di una carriera vissuta come una continua conversazione con la moda: “La moda è il mio linguaggio. Volevo dire qualcosa attraverso il mio look, esprimere me stessa.”

Mi ha colpito il suo invito a “guardare il mondo con appetito” un’esortazione che sento profondamente mia. Perché anche per me, come Stylist, la moda è un mezzo per raccontare chi siamo e chi vogliamo diventare, un linguaggio che evolve, accoglie e si reinventa, proprio come noi.


“Threads of Culture: Celebrating your Roots”

In questo talk, la conversazione era tra Marco De Vincenzo, direttore creativo di Etro, e la cantautrice La Niña (Carola Moccia), moderati da Corinne Corci, Special Project Lead di Vogue Italia.

Il tema ha dato vita a un confronto intimo e poetico sul valore delle origini, su come la cultura e l’identità personale si intreccino con la creatività e il modo in cui scegliamo di raccontarci, anche attraverso ciò che indossiamo.

Mi ha colpito la naturalezza con cui De Vincenzo ha parlato del suo approccio alla moda: non come atto puramente estetico, ma come “atto di ascolto”, un modo per interrogarsi, per assomigliare a chi siamo diventati e non a chi eravamo. Parole che risuonano profondamente anche nel mio lavoro dove ogni scelta — un tessuto, una texture, un colore — nasce sempre da un dialogo silenzioso con chi ho davanti.

La Niña, con la sua energia viscerale e la sua voce calda, ha aggiunto una prospettiva altrettanto potente. Ha raccontato come la bellezza oggi si traduca in empatia, in un senso di connessione autentica con gli altri. «Non c’è nient’altro», ha detto, «in questo momento storico la bellezza è l’empatia».

Mentre parlava, ho pensato alla collezione di De Vincenzo: fluida, libera, piena di attenzione per il dettaglio e per l’imperfezione umana. C’era qualcosa di profondamente vero nel modo in cui questi due mondi — moda e musica — si sono incontrati, fondendo linguaggi diversi ma ugualmente emotivi.

È stato uno di quei momenti in cui la moda torna a essere racconto, memoria, sogno. Un invito a guardare indietro per muoversi avanti, e a lasciarsi ispirare dalle proprie radici per creare qualcosa di nuovo, ogni giorno.


“A Designer’s Preview: inside the Roberto Cavalli atelier with Fausto Puglisi”

In questo talk, la conversazione era tra Fausto Puglisi, direttore creativo di Roberto Cavalli, ed Elisa Pervinca Bellini, Senior Fashion News & Sustainability Editor di Vogue Italia.

Sul palco, accanto a loro, una selezione di moodboard e abiti della collezione Pompei, un omaggio visivo e sensoriale all’antica Roma e alla potenza evocativa della storia.

È stato uno di quei momenti in cui la moda si svela nel suo lato più autentico, quello dell’ossessione e della dedizione. Puglisi ha raccontato il suo percorso con una sincerità contagiosa — dagli inizi come cameriere in America, con la moda già nel sangue, fino ai Grammy di Los Angeles, passando per gli incontri che hanno segnato il suo immaginario.

Quando ha parlato di Pompei, l’ho sentito come un atto d’amore verso il tempo, verso tutto ciò che resiste. “Volevo una collezione fatta di matericità — ha detto — e l’idea delle pitture pompeiane, con i loro colori e le sfumature che sopravvivono all’erosione, rappresentava perfettamente il mio modo di vedere Cavalli.”

Dal vivo, tra le texture e i drappeggi, si percepiva quell’energia visiva che mescola sensualità e classicismo, senza mai risultare nostalgica. Era come se ogni abito fosse un frammento di affresco riportato alla luce, reinterpretato con la forza contemporanea della donna Cavalli: audace, elegante, viva.

Mi ha colpito anche il modo in cui Puglisi ha parlato del guardare come strumento di formazione, più che del semplice studiare. “Vedete Hitchcock, guardate Greta Garbo o Elizabeth Taylor, sentite Madonna. Siate curiosi.”

Un invito che condivido completamente, perché la curiosità è la materia prima del nostro mestiere: quella che accende la creatività, che ci spinge a osservare il mondo con occhi nuovi ogni volta.

Il talk si è chiuso tra applausi e sguardi luminosi, segno che la moda, quando torna a parlare di bellezza e passione, sa ancora emozionare.


Tra le scoperte più affascinanti della giornata, anche il nuovo profumo Nishane:
sofisticato, evocativo, un vero accessorio invisibile capace di completare un look con personalità e memoria.


Lasciare il Vogue Forces of Fashion è stato come uscire da una stanza piena di idee ancora sospese nell’aria.
Ogni talk mi ha ricordato quanto la Moda non sia solo estetica, ma dialogo, ascolto, visione e soprattutto emozione.

Torno da questa esperienza con la consapevolezza che lo stile nasce da ciò che impariamo ogni giorno, non solo da ciò che scegliamo di indossare.

Ogni conversazione, ogni riflessione, ogni gesto visto sul palco mi ha ricordato quanto la moda sia un linguaggio in continua evoluzione, fatto di curiosità, ricerca e capacità di cambiare prospettiva; è viva solo quando sono coinvolte le persone.

INTERNO DEL COMPLESSO MONUMENTALE
DELL’ ACQUARIO ROMANO


E tu, quale messaggio ti ha ispirato di più tra chi ha costruito ponti tra moda e architettura, chi ha trasformato le radici in linguaggio contemporaneo, chi ha raccontato la bellezza come empatia e chi ha rivelato le ispirazioni dietro una collezione?
Lasciami un commento sotto, mi piacerebbe leggere la tua visione!

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